
Ogni due minuti una donna nel mondo muore per cause legate alla gravidanza o al parto.
Secondo le più recenti stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, nel 2023 oltre 260.000 donne sono morte per complicazioni correlate alla maternità, pari a più di 700 decessi ogni giorno. Sebbene la mortalità materna globale sia diminuita del 40% rispetto al 2000, i progressi stanno rallentando e il mondo è ancora lontano dall’obiettivo di sviluppo sostenibile che punta a ridurre il tasso di mortalità materna a meno di 70 decessi ogni 100.000 nati vivi entro il 2030.[data.unicef.org]
La quasi totalità di questi decessi avviene nei Paesi a basso e medio reddito, dove l’accesso a cure qualificate durante la gravidanza, il parto e il periodo post-partum rimane insufficiente. L’OMS sottolinea che oltre il 90% delle morti materne si verifica proprio in questi contesti e che la presenza di personale sanitario qualificato può fare la differenza tra la vita e la morte.
In questo scenario, le ostetriche svolgono un ruolo fondamentale.
Non solo assistono le donne durante la gravidanza e il parto, ma, soprattutto nelle aree più remote e svantaggiate, rappresentano spesso il principale punto di riferimento per la salute materna, neonatale, sessuale e riproduttiva dell’intera comunità. Secondo l’OMS, un aumento del 10% della forza lavoro ostetrica a livello mondiale potrebbe contribuire a salvare fino a 1,3 milioni di vite ogni anno.
Consapevole di questa realtà, il Rotary ha promosso, insieme all’Australian College of Midwives e alla Papua New Guinea Midwifery Society, il progetto “Papua New Guinea Midwifery Leadership Buddy”, un’iniziativa che punta a rafforzare non soltanto le competenze professionali delle ostetriche, ma anche la loro capacità di leadership e di advocacy.
Il programma si fonda su un modello semplice ed efficace: ostetriche australiane vengono affiancate a colleghe della Papua Nuova Guinea in un percorso che comprende workshop intensivi di leadership, scambio di esperienze e sostegno professionale continuo. Al termine della formazione, le partecipanti sviluppano e guidano progetti sanitari destinati a migliorare la salute delle proprie comunità.
Ad aprile 2025 il progetto aveva già coinvolto 52 ostetriche della Papua Nuova Guinea e 31 dell’Australia. I risultati sono tangibili: dal miglioramento delle attrezzature sanitarie alla sensibilizzazione su temi delicati come la gravidanza adolescenziale, fino al rafforzamento delle reti professionali tra operatori sanitari che lavorano in contesti spesso difficili e isolati.
Judith Brown, ostetrica in pensione, socia del Rotary Club di Morialta (Australia Meridionale) e tra le promotrici dell’iniziativa, sottolinea come il vero valore del progetto risieda nello scambio reciproco di conoscenze e nell’apprendimento condiviso. L’obiettivo finale è favorire l’empowerment femminile e dare maggiore voce alle donne, sia in Papua Nuova Guinea sia in Australia.
Particolarmente significativo è il fatto che il programma non si limiti a trasferire competenze tecniche, ma favorisca la nascita di relazioni professionali durature e di una comunità internazionale di professioniste impegnate a migliorare la salute materna e infantile.
L’esperienza dimostra come il Rotary possa contribuire concretamente al raggiungimento degli obiettivi globali di salute attraverso la formazione, la cooperazione internazionale e il rafforzamento delle leadership locali. Investire nelle ostetriche significa infatti investire nelle famiglie, nelle comunità e nel futuro delle nuove generazioni. È un servizio che salva vite, genera sviluppo e testimonia in modo concreto il valore dell’azione rotariana nel mondo.