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BIKES 4 BIKES – QUANDO 2 RUOTE DIVENTANO UN’ARMA CONTRO LA MALARIA

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    Un piccolo Rotary Club del Colorado ha trasformato una pedalata di paese in un modello replicabile per salvare vite in tutto il mondo

    Bastano meno di novanta giorni di organizzazione, una decina di volontari e una buona idea per raccogliere, in poche ore, oltre 10.000 dollari destinati alla lotta contro la malaria. È quanto accaduto lo scorso ottobre a Carbondale, in Colorado, dove il Rotary Club locale ha lanciato “Bikes 4 Bikes”, un evento ciclistico a misura di famiglia che avrebbe dovuto raccogliere, nelle previsioni più ottimistiche, al massimo 5.000 dollari. Il risultato ha superato ogni aspettativa, tanto da spingere l’organizzazione RAM-Global (Rotarians Against Malaria) a proporre il format a tutti i club Rotary disposti a replicarlo.
    Dietro il nome scherzoso dell’iniziativa – “BIKES 4 BIKES” – si nasconde una delle sfide più concrete e meno raccontate della lotta globale alla malaria: il cosiddetto “ultimo miglio”, ovvero la difficoltà di portare strumenti di prevenzione, test diagnostici e farmaci fino alle famiglie che vivono negli angoli più remoti delle regioni endemiche.

    In molte aree rurali dell’Africa e del Pacifico, sono gli operatori sanitari di comunità (i Community Health Promoters, o CMV nella declinazione usata in Papua Nuova Guinea) a occuparsi di questo lavoro capillare. Il problema è che, spesso, lo fanno a piedi, camminando per ore tra un villaggio e l’altro. Una bicicletta robusta può ridurre drasticamente questi tempi, permettendo diagnosi più rapide e trattamenti più tempestivi.

    Da qui l’intuizione del Rotary Club di Carbondale: unire una pedalata di comunità, aperta a famiglie e ciclisti di ogni livello, a una raccolta fondi mirata all’acquisto di biciclette e zanzariere trattate per le popolazioni più vulnerabili.
    Il meccanismo, descritto in una guida ora messa a disposizione di altri club, punta sulla semplicità organizzativa più che sulla competizione sportiva. I punti chiave:

    • Data e stagione: l’edizione 2025 ha sfruttato il tema del foliage autunnale, coordinandosi con altre pedalate locali per sommare le raccolte fondi.
    • Percorso: piatto, sicuro e accessibile, pensato per includere il maggior numero possibile di partecipanti, non per premiare i più allenati.
    • Iscrizioni online: attraverso piattaforme come RallyUp, per gestire pagamenti, donazioni e sponsorizzazioni.
    • Coinvolgimento del territorio: altri club di servizio (Lions, Kiwanis), scuole, gruppi ciclistici e associazioni sportive locali sono stati invitati a partecipare, sia come singoli che come squadre.
    • Ristori e convivialità: punti di ristoro lungo il percorso, colazione al via grazie a panetterie e caffetterie locali, e un momento conviviale finale con musica e barbecue.
    • Sensibilizzazione: cartelli informativi lungo il tragitto per raccontare, in poche righe, la posta in gioco della lotta alla malaria nel mondo.

    Un format volutamente leggero, che it Rotary Club di Carbondale invita ogni club a personalizzare in base alle proprie risorse e al proprio territorio, con l’obiettivo dichiarato di rendere “l’esperienza accogliente, divertente e centrata sulla comunità”.
    Se il fundraising di Carbondale rappresenta il punto di partenza, è dal Pacifico che arriva la conferma concreta di quanto queste iniziative possano incidere sulla vita quotidiana di chi lavora in prima linea contro la malaria.

    Rio Fiocco, Rotariano e membro di RAM-Global attivo in Papua Nuova Guinea, ha raccontato l’incontro con un volontario comunitario del villaggio di Kotai, nell’entroterra del distretto di Dagua. L’uomo, impegnato nella distribuzione di trattamenti antimalarici, percorreva abitualmente due o tre ore a piedi per raggiungere il centro sanitario di Dagua e altrettante per il ritorno, ogni volta che doveva rifornirsi di materiale.
    Grazie a una bicicletta ricevuta come riconoscimento per il suo impegno, quello stesso tragitto si è ridotto a meno di un’ora. Un cambiamento che non riguarda solo lui: il mezzo gli permetterà anche di raccogliere più rapidamente i rapporti sulla malaria da altri volontari della zona e di consegnarli al centro sanitario, velocizzando l’intero flusso di dati che confluisce nel sistema informativo sanitario nazionale (eNHIS).

    Ci troviamo davanti ad un modello da replicare. Il caso di Carbondale dimostra come un’iniziativa nata a livello locale, con risorse limitate e tempi stretti, possa generare un impatto che va ben oltre i confini della comunità che l’ha organizzata. Non è un caso che RAM-Global abbia deciso di trasformarla in un progetto aperto: la guida completa di “Bikes 4 Bikes” è ora disponibile per qualunque Rotary Club voglia organizzare la propria edizione e contribuire, pedalata dopo pedalata, a colmare quell’ultimo miglio che ancora separa milioni di persone dalle cure di cui hanno bisogno.

    In questo modo, e in molti altri, ci ricorda il nostro Presidente Internazionale Olayinka H. Babalola, Creeremo un Impatto Duraturo in tutto il mondo, nelle nostre comunità e in noi stessi.