
L’obiettivo è dare a persone con disabilità la possibilità di sperimentare e appassionarsi a diverse discipline poetiche e creative che, anche in contesti ordinari, impreziosiscono l’esperienza di vita. Il fine è quello di valorizzare la loro naturale attitudine all’Arte e aumentare il loro livello di attenzione e capacità manuale, usufruendo di un laboratorio attrezzato e professionale, nonché di renderli responsabili e accorti verso la cura dei materiali, dello spazio e della reciproca collaborazione, in un contesto per loro atipico quale può essere un Atelier d’Arte.
Il laboratorio di acquerello si è svolto negli spazi dell’Associazione Amici Insieme; il numero dei partecipanti è stato di sette utenti con varie problematiche psico-fisiche, ma con attitudini artistiche e predisposizioni caratteriali adatte a partecipare al progetto. Gli incontri si sono sviluppati in 5 appuntamenti settimanali, della durata ciascuno di due ore.
L’acquerello è una tecnica artistica tra le più seguite e ambite: apparentemente semplice e intuitiva, si tratta in realtà di una tecnica piuttosto complessa, che sottostà normalmente a numerose regole piuttosto rigide. L’intento del progetto è incrementare il livello di attenzione e concentrazione e, al contempo, sviluppare il potenziale espressivo artistico. Il semplice gesto di intingere il pennello prima nell’acqua, per poi sciogliere le pasticche di colore e infine portarlo e rilasciarlo sul foglio di carta, comporta inevitabilmente un certo tipo di attenzione e controllo dei propri movimenti, seguendo un preciso ordine sequenziale.
Si è deciso di sviluppare soggetti naturali e variopinti, quali foglie, alberi, fiori, farfalle e qualche animale, che si prestano bene a essere rappresentati con la tecnica dell’acquerello. Il lavoro finale prevedeva inoltre il montaggio, in forma di un grande collage, di tutti gli elementi rappresentati, trattandosi di un vero e proprio lavoro comunitario.
Il primo incontro è stato dedicato più che altro al primissimo approccio con i materiali forniti, in modo da poter verificare eventuali potenzialità e problematiche. Sono stati distribuiti dei modelli raffiguranti delle foglie e, successivamente, una volta comprovate le attitudini e le inclinazioni degli utenti, si è deciso di procedere, nel secondo incontro, con soggetti di dimensioni maggiori, in modo da liberare l’azione pittorica e sciogliere quindi eventuali rigidità; sono stati perciò consegnati dei modelli di alberi, quattro in totale, dalle diverse e
caratteristiche forme.
Al terzo incontro si è tornati su dimensioni più piccole e raffinate, che potessero lasciare maggiore libertà di interpretazione e di uso dei colori senza obblighi logici, concentrandosi su modelli di variopinte farfalle; al quarto, su modelli di fiori. Nel quinto e ultimo incontro si sono realizzate due forme animali, una rondine e un gatto, e si è proceduto a montare il collage.
Dall’iniziale e ovvia rigidità del primo incontro si è passati ad avere, via via, sempre maggiore disinvoltura nell’utilizzo degli strumenti. L’interesse è aumentato a ogni incontro, insieme all’attenzione e all’interazione. Le indicazioni fornite, unitamente al confronto tra i partecipanti, hanno inoltre suscitato una certa curiosità nella scelta e nell’utilizzo di determinati colori piuttosto che altri, o nell’esecuzione di forme aggiuntive, trovando così nuovi stimoli creativi e una certa autonomia nell’arricchire i soggetti predefiniti.